
La storia inizia nel 1863 quando gli amministratori della Congregazione di Carità di Todi deliberarono la fondazione della “Colonia Agricola”, affidandone il finanziamento all’Opera Pia Consolazione, allo scopo di “elevare le condizioni morali e del sapere di poveri giovani del mondo agricolo del tuderte e migliorare così anche le condizioni dell’agricoltura dello stesso territorio”. Una scuola sui generis che per capirne l’importanza bisogna riportarsi alle condizioni dell’Umbria post-unificazione del Regno d’Italia che vedevano dominare l’analfabetismo e la povertà.
Una scuola essenzialmente pratica, anche se si preoccupava di “insegnare a leggere, scrivere e fare di conti”, i cui allievi vivevano nel Convitto della scuola per avere la possibilità di seguire le pratiche agricole e dedicarsi all’allevamento del bestiame nella loro continuità. Un anno dopo l’inizio della sua attività fu eretta in Ente morale con decreto del Ministero dell’Agricoltura. Grazie alla sua organizzazione ed agli adeguamenti della sede (per un anno nell’Ospedale pei Pellegrini e poi nel Convento dei Cappuccini) e dell’azienda agraria arrivò ad avere un buon nome.
Nel 1883, su richiesta dell’Ente fondatore, il Ministero dell’Agricoltura, dal quale dipendeva, la trasformò in “R. Scuola Pratica di Agricoltura in Todi”. Una scuola a corso triennale (nel 1912 divenne quadriennale per dare più spazio allo svolgimento dei programmi sia teorici che pratici) con alunni, convittori o esterni, forniti di licenza elementare, alla fine del quale, dopo il superamento di un esame di licenza, rilasciava un Attestato di Licenza.
Non si trattò di una semplice modifica della Colonia Agricola ma della nascita di una scuola diversa nella quale “l’esercitazione continua nei lavori dei campi e delle industrie rurali è avvalorata da lezioni teoriche allo scopo di preparare giovani esperti nelle pratiche agricole ed abili agenti di campagna”. Trovò la sede nel convento di Montecristo con i locali per la scuola, per il convitto ed il personale e dotata di una azienda agraria di 32 ettari, costituita dai terreni ubicati sul colle intorno alla sede scolastica, che furono ceduti dalla Congregazione di Carità in uso gratuito e perpetuo, una situazione che è stata confermata dalle norme istitutive delle due scuole successive. Ciò permise di dare alla scuola quella particolare organizzazione, Scuola-Convitto-Azienda agraria, che ha costituito uno dei pilastri del suo funzionamento e della sua capacità formativa. Grazie alla sagacia dei suoi amministratori e del suo Direttore Bellucci la scuola trovò modo di darsi una struttura didattica con laboratori ricchi di dotazioni tecnico-scientifiche ed avere dal Ministero un Deposito di Macchine agricole per essere sperimentate e propagandare il loro impiego tra gli agricoltori.
La scuola si sviluppò rapidamente imponendosi all’attenzione degli agricoltori a vantaggio dei quali era previsto che operasse e nel contempo richiamando l’attenzione sui propri allievi, chiamati Agenti rurali o Fattori. Cominciò così a circolare il nome della Scuola agraria di Todi che con il passare degli anni andava sempre più assumendo il carattere di un centro di propaganda agraria tanto che nel 1908, quando furono istituite le Cattedre ambulanti di agricoltura, per favorire ed accelerare lo sviluppo del settore agricolo, la scuola divenne sede della Cattedra ambulante di Todi con la guida del suo Direttore. Anche i suoi allievi, sempre più richiesti, fecero onore al buon nome della loro scuola, con la quale cercarono di rimanere sempre collegati, operando nelle aziende agrarie, con particolare riguardo dell’Italia centrale, e costituendo quella “testa di ponte” che in seguito avrebbe favorito l’impiego di altri Agenti rurali e poi dei Periti agrari provenienti dalla scuola di Todi.
Nel 1921 la scuola fu intitolata al nome di Augusto Ciuffelli, nativo di Massa Martana (PG), più volte Ministro, per “l’opera sapiente e illuminata” che aveva svolto a favore della scuola come Presidente del Comitato Amministrativo dal 1910 al 1921, anno in cui morì.
Cessò di funzionare con l’a.s. 1926/27, dopo aver licenziato 593 allievi, perché era stata trasformata in “R. Scuola Agraria Media“.
Una scuola che aveva il compito di “preparare il personale dirigente di medie aziende agrarie e quello subalterno di grandi intraprese agricole” rilasciando il Diploma di Perito Agrario. A corso triennale, con accesso dopo la scuola media inferiore, non fu solo una riforma scolastica ma il riconoscimento che per affrontare dovutamente lo sviluppo dell’agricoltura occorreva mettere termine all’empirismo formando una nuova figura professionale, il Perito Agrario, con una preparazione tecnico-scientifica derivante da un corso di studi nel quale la parte teorica è predominante su quella pratica ed ha una più organica conoscenza della lingua e letteratura italiana, in modo da curare la sua formazione umana e professionale.
Lo stesso decreto stabiliva che nel settore pubblico il “titolo di Perito Agrario è quello minimo” per coprire una serie di incarichi indicati e prevedeva, per coloro che erano in possesso della Licenza rilasciata dalla Scuola Pratica, la possibilità di conseguire il Diploma di Perito Agrario sostenendo un esame di abilitazione dopo aver frequentato un corso complementare, della durata di un anno solare, o come privatisti. Forse la sanatoria fu un po’ eccessiva tanto che la Scuola di Todi rilasciò 254 diplomi.
E’ da ricordare che nel 1928 le scuole dipendenti dai vari ministeri tecnici passarono alle dipendenze del Ministero dell’Educazione Nazionale, un fatto sicuramente positivo a favore della preparazione cuturale degli allievi.
Nel 1929 fu emanato il Regolamento Professionale del Perito Agrario, inteso a definire le sue possibilità operative, che lo stesso decreto indicava, anche per evitare interferenze con altri professionisti che già operavano nel settore agricolo, che diede il via alla costituzione dei Collegi dei Periti Agrari.
Il funzionamento della scuola e la sua capacità formativa furono soddisfacenti, sia pure con alcune limitazioni dovute alla brevità del corso di studi previsto, per il continuo miglioramento delle strutture e delle dotazioni e perché poteva avvalersi del retaggio di serietà e capacità operativa che la scuola pratica aveva espresso. I suoi ex allievi diplomati affacciandosi nel mondo del lavoro con la nuova figura del Perito Agrario seppero superare le difficoltà iniziali nella libera professione ed andarono ad operare nelle aziende agrarie ed in altre attività, preceduti dal buon nome della loro scuola, affermandosi e consolidandone cosi la “fama”. Una scuola con la quale curarono sempre i collegamenti come sicuro punto di riferimento.
Durante la sua attività, che occorre ricordare fu svolta con le possibilità offerte dall’autonomia amministrativa gestita da un Comitato Amministrativo, la scuola ha rilasciato 406 diplomi di Perito Agrario dei quali 254, come già sopra detto, a coloro che avevano sostenuto l’esame integrativo come licenziati dalla Scuola Pratica di Agricoltura, e 152 frequentanti il corso regolare, la cui provenienza interessava 13 Regioni; 34 Province; 165 Comuni; 5 Stati esteri.
Con la legge del 15 giugno 1931, n. 831 “Riordinamento dell’istruzione media tecnica”, le Scuole Agrarie Medie furono trasformate in Istituti Tecnici Agrari e con l’a.s. 1933/34 iniziò a funzionare “l’Istituto Tecnico Agrario A. Ciuffelli” di Todi, dotato di personalità giuridica e di autonomia amministrativa, con la presenza di un Consiglio di Amministrazione.
I compiti della nuova scuola, previsti dal suo statuto, erano quelli di formare un Perito Agrario avente una cultura generale adeguata alla società nella quale doveva operare ed una preparazione tecnica con solide basi scientifiche come dirigente di medie aziende agricole o come preposto allo sviluppo del settore; e di “contribuire con il complesso della sua attività al progresso dell’agricoltura e particolarmente dell’economia agraria della circoscrizione”.
Il corso della durata di cinque anni (sino al 1944 articolato in un anno di Corso Preparatorio e quattro anni normali) termina con un esame di Abilitazione per conseguire il Diploma di Perito Agrario abilitante all’esercizio della professione (dal 1991 per l’iscrizione al Collegio dei Periti Agrari è previsto un successivo esame di abilitazione ed un tirocinio professionale) e permette l’accesso all’Università, inizialmente con delle limitazioni e liberamente a tutte le Facoltà dal 1969.
Il funzionamento della nuova scuola non incontrò difficoltà e seguitò ad operare con quella serietà che aveva ereditata dalla soppressa scuola agraria e la popolazione scolastica, costituita da 55 allievi nel primo anno della sua attività, aumentò ogni anno arrivando ad avere 205 unità nell’a.s. 1942/43.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale provocò un rallentamento della sua attività e dopo l’8 settembre 1943 fu occupata dalle truppe tedesche, ed adibita ad Ospedale militare, e successivamente dagli Alleati (giugno 1944), e la Scuola fu trasferita in locali di fortuna situati nel centro storico di Todi ed il convitto per due anni rimase chiuso.
Nei primi mesi del 1945 i locali furono restituiti alla scuola in condizioni disastrose, riguardanti le strutture, dotazioni, arredi e suppellettili, di tutto il complesso e particolarmente del convitto. I lavori di ripristino e sistemazione furono rapidamente affrontati dal Preside Orsini con il pieno appoggio del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Docenti portandoli a termine nel 1950.
L’Istituto risultò migliorato ed ampliato in tutte le sue strutture ed organizzato in reparti destinati alle varie discipline (ogni disciplina ha lo studio per l’insegnante con annessa biblioteca di reparto, aula, laboratorio), con i laboratori ingranditi e le loro dotazioni tecnico-scientifiche ammodernate, reso più funzionale ed accogliente il convitto, resa più efficiente la coltivazione dei terreni dell’azienda agraria con un rinnovato parco macchine. La sua complessa organizzazione, Scuola-Convitto-Azienda agraria, aveva così assunto una moderna funzionalità a vantaggio di una migliorata capacità formativa.
Coerente con i compiti che il legislatore le aveva assegnato di “contribuire al progresso dell’agricoltura e della economia agraria del comprensorio” aveva anche cominciato a dar corpo ai contatti con gli operatori agricoli e gli ex allievi diplomati organizzando incontri, convegni e congressi per discutere dei problemi nascenti con lo sviluppo dell’agricoltura e quelli dei Periti agrari in ordine al loro inserimento nel mondo professionale. Per dare impulso a tale azione di collegamento prese il via la pubblicazione delle “Note di Tecnica Agraria”, dirette dal Preside Orsini e con la collaborazione di vari insegnanti dell’Istituto, il cui primo numero uscì nel gennaio del 1953 e spedito ad operatori agricoli umbri ed ex allievi diplomati per oltre venti anni. Fu un successo editoriale ma soprattutto fu la tangibile dimostrazione della vivacità operativa della Scuola Agraria di Todi e ciò concorse ad aumentarne il prestigio e la fama.
Nel corso degli anni successivi si verificarono avvenimenti di larga importanza che incisero notevolmente sul panorama economico italiano tra quali occorre ricordare la firma del Trattato di Roma, 25 marzo 1957, con il quale nasceva il Mercato Comune Europeo (MEC), che per tappe successive ha portato all’Unione Europea (UE), interessando in misura sostanziosa anche il settore agricolo.
Il boom economico degli anni ’60, dovuto allo sviluppo del settore industriale, prima, e di quello terziario poi, portò ad un rapido e consistente esodo rurale per il quale la popolazione attiva in agricoltura, allora superiore al 50% del totale della popolazione attiva italiana, iniziò la sua rapida discesa.
Conseguenza dell’esodo rurale fu la fine, o meglio l’accelerazione della fine, della mezzadria, che per secoli aveva rappresentato il sistema di conduzione dominante nelle terre dell’Italia centrale, facendo sorgere problemi tecnici, gestionali e finanziari, che furono fonti di molte difficoltà per i proprietari terreni, per passare alla conduzione diretta.
In tali frangenti e tenendo conto che i Periti Agrari avevano allargato il loro orizzonte occupazionale nelle Scuole, negli Uffici pubblici e privati e nelle tante attività collaterali del mondo agricolo, l’Istituto ha saputo recepirne i contenuti tecnici ed i significati sociali per suggerire possibili soluzioni ed adeguare “alla bisogna” la preparazione dei suoi allievi.
Altra tappa da ricordare è la celebrazione del centenario della scuola, come derivazione della Colonia Agricola, del 5 novembre 1964, al quale si presentò con una veste rinnovata esaltante le linee del vecchio convento ed una azienda agraria che ai terreni esistenti aveva aggiunto 60 ettari ubicati nella pianura del Tevere e dotata di una contabilità meccanizzata destinata alla gestione aziendale e relative esercitazioni. La “Giornata memorabile” vide la partecipazione di autorità di Governo, provinciali e locali, ma soprattutto quella, numerosa e festosa, di ex allievi Licenziati dalla Scuola Pratica e dei diplomati dalla Scuola Media Agraria e dall’Istituto.
Nell’a.s. 1963/64 entrarono all’Istituto, come allieve, le prime 6 donne, una novità che comportò adeguamento alle strutture anche perché aumentarono di anno in anno fino a rappresentare circa il 10 % della popolazione scolastica e dei diplomati.
La realizzazione, terminata nel 1967, del complesso delle serre, idroponiche e da fiori, con una superficie complessiva di mq 6000 dei quali mq 700 coperti, rappresentò l’acquisizione di una struttura moderna, ottima per le esercitazioni del settore e di botanica, destinata anche alla “moltiplicazione meristematica” di piante erbacee ed arboree e la “radicazione delle talee di olivo”.
Il 30 marzo 1974 fu inaugurato il “Centro Aziendale Bodoglie” costituito da un complesso di fabbricati razionali, realizzati con strutture particolari e poco costose, destinati al bestiame bovino e suino, rimessa macchine e officina, mangimificio, caseificio e magazzini. I vecchi fabbricati mezzadrili furono adattati ad abitazioni per i salariati ed in uno fu ricavato un salone per le riunioni in azienda. Fu portato così a termine il lavoro per dotare la scuola di una azienda agraria che, per la sua superficie (circa 90 ettari dei quali 32 di collina e circa 58 di pianura) e le sue differenti caratteristiche produttive, costituiva una valida palestra per una proficua didattica, anche perché a quanto sopra sono da aggiungere la cantina per la lavorazione dell’uva prodotta in azienda, invecchiamento e imbottigliamento del vino, ed un moderno oleificio presenti nella sede di Montecristo.
È da ricordare che la sede dell’Istituto, per la sua complessiva consistenza derivante dalla presenza delle strutture destinate a Scuola-Convitto-Azienda agraria e per l’autonomia dei servizi, fu denominata “La Cittadella Agraria” e cosi indicata nelle targhe turistiche.
Negli anni del periodo 1977/85 la popolazione scolastica andò progressivamente aumentando sino ad arrivare, nell’a.s. 1981/82, a 495 alunni per cui fu necessario affrontare il problema della disponibilità delle aule e dell’ampliamento dei laboratori. Fu anche l’occasione per costruire la palestra, migliorare le strutture del convitto e dotarlo di un moderno self-service che operasse anche a vantaggio degli alunni non convittori che, impegnati dalle lezioni nel pomeriggio, non avevano la possibilità di rientrare in famiglia per il pranzo. Il tutto fu portato a termine sollecitamente e nel migliore dei modi anche grazie all’impegno dell’Amministrazione Provinciale di Perugia.
La vita dell’Istituto, come quella della scuola tutta, è stata interessata da una serie di avvenimenti di carattere generale che negli ultimi decenni hanno caratterizzato lo sviluppo della società italiana (in questa sede sono da ricordare la contestazione studentesca e l’emanazione dei Decreti Delegati che, tra l’altro, sostituirono il Consiglio di Amministrazione con il Consiglio d’Istituto) senza dimenticare quelli specifici del settore agricolo operante in tale società ed in un ambiente naturale sempre meno rispettato e più difficile da vivere.
Un settore nel quale si parla di difesa dell’ambiente, di sviluppo sostenibile, di agricoltura biologica, di garanzie di qualità, di D.O.C. e D.O.C.G. per i vini o di D.O.P. per tanti altri prodotti, di prodotti di nicchia, di filiere agroalimentari e di agriturismo, come fonte di reddito integrativo a quello agricolo, dando così al mondo agricolo un significato più ampio da indicare come mondo rurale.
Il tutto ha portato al formarsi di nuove possibilità occupazionali per i Periti Agrari, anche tenendo conto delle direttive comunitarie, nazionali e provinciali connesse con le indicazioni della P.A.C. e dei piani d’intervento.
Per completare il quadro occorre dire che gli Istituti Agrari, quindi anche il “Ciuffelli”, sono stati interessati da una serie di norme legislative riguardanti il personale docente e non docente, uguali per tutte le scuole, che hanno fatto venire meno il riconoscimento della loro specificità operativa dovuta alla organizzazione Scuola-Convitto-Azienda agraria, che ha esigenze funzionali ben diverse da quelle di una Scuola media o di un Liceo, con conseguenze non certo positive per il loro operare.
Tante novità, tanti problemi dei quali tener conto non hanno impedito all’Istituto di portare avanti i suoi compiti giovandosi della sua tradizionale e collaudata capacità operativa e con interventi intesi al miglioramento delle strutture (particolarmente del convitto con ampliamento della recettività e dei servizi), all’aggiornamento delle dotazioni dei laboratori e introducendo su larga scala l’impiego di mezzi informatici. Nell’a.s. 1986/87 al corso ordinario è stato affiancato il Corso Sperimentale “Cerere” con una diversa articolazione delle materie di studio e dell’orario delle lezioni, che è stato sostituito nell’a.s. 1996/97, senza rimpianti, dal corso Agroalimentare in attesa che la riforma degli ordinamenti scolastici dica come dovranno essere gli Istituti agrari (se ci saranno) e quali compiti assolvere.
Gli impegni e le novità del periodo hanno condizionato, unitamente al consistente aumento del numero dei diplomati (n. 990 nel 1980; n. 1630 nel 1990; n. 2130 nel 2002), il lavoro da svolgere per mantenere vivo il collegamento con gli ex allievi anche perché un tentativo fatto nel 1992 non andò a buon fine per la mancata rispondenza degli ex allievi.
La popolazione scolastica, dopo i picchi del periodo 1977/87, è scesa a livelli normali con una media di 250/300 alunni provenienti (negli ultimi 10 anni) da 50 comuni dell’Umbria e 20 Comuni di altre Regioni.
La storia della Scuola Agraria di Todi non è completa e non riesce a dare la misura dell’effettiva azione svolta se non vengono illustrati i rapporti con i suoi allievi ed ex allievi ai quali ha dato molto e ricevuto molto.
Già gli Agenti rurali, con il loro saper fare, avevano richiamato su di essi l’attenzione degli agricoltori e di conseguenza sulla scuola di provenienza e costruito quella “testa di ponte”, sopra ricordata, che facilitò l’inserimento nelle aziende agrarie di altri Agenti rurali e poi di Periti Agrari.
I Periti Agrari della Scuola Agraria Media diedero il loro contributo come dirigenti di aziende agrarie (anche grandi dopo un tirocinio in posizione subalterna), come liberi professionisti o come dipendenti di enti pubblici e privati, per l’affermazione della categoria e per diffondere il buon nome di quella scuola verso la quale dimostrarono sempre il desiderio di rimanere collegati.
Con l’Istituto Agrario il collegamento con gli operatori e gli ex allievi si esplica in modo più intenso attraverso le iniziative di cui è stato detto in precedenza, che portarono ancora maggiore lustro alla scuola ed alla formazione di uno “spirito di corpo”, che si può dire palpabile, degli allievi e degli ex allievi diplomati. Gli allievi perché la frequenza del “Ciuffelli” costituiva un vanto ed una referenza a vantaggio del loro futuro. Gli ex allievi perché non dimentichi di essere stati allievi, ed in quanto sapevano di poter trovare nella loro scuola un punto di riferimento e di appoggio in ogni occasione ed una fonte referenziale capace di favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. La presenza ad ogni manifestazione organizzata dalla scuola costituiva una felice occasione per ritornarci ad incontrare amici e colleghi e soprattutto per portare il senso della loro riconoscenza di allievi ed esprimere una realtà che voleva essere di sprone perché continuasse a mantenere alto il suo prestigio. Ex allievi che, operando in tanti settori della vita pubblica e privata in attività nuove o di antica data difficilmente hanno fatto torto al nome della loro scuola ma hanno concorso al suo affermarsi ed a diffondere tale realtà.
Il senso e l’intensità dei rapporti scuola-ex allievi possono essere ricordati e misurati anche dalle manifestazioni organizzate in occasione del collocamento a riposo di Presidi o Professori e non. Ad ogni manifestazione,vicino alle Autorità intervenute per portare il saluto ed il riconoscimento della Comunità, nelle sue varie espressioni, per il lavoro svolto dai neo pensionati, erano sempre presenti numerosi ex allievi venuti per dire ancora grazie a tutti coloro che, con la loro opera, sagace, responsabile e magari severa, avevano il merito di averli formati, prima sul piano umano e poi professionale.
In definitiva la Scuola Agraria di Todi ed i suoi allievi hanno espresso sinergie complanari e convergenti con reciproco vantaggio.
Le indicazione sul ruolo svolto dalla Scuola Agraria di Todi nella sua attività formativa sono date dalla provenienza dei suoi allievi che ha sempre interessato molte Regioni italiane come risulta dalla “Statistica sulle località di provenienza dei Licenziati e Diplomati dalla Scuola Agraria di Todi” che è di seguito riportata.
Una conclusione amara ma doverosa per la storia: dall’a.s. 1996/97 l’Istituto ha cambiato nome e si chiama Istituto Secondario Superiore “A. Ciuffelli” con sezione Associata I.P.S.I.A. (Istituto Professionale di Stato Industria Artigianato) ed il Preside, dal 2000, si chiama Dirigente Scolastico.